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venerdì, luglio 15, 2011

4000 visite!

Dal 7 aprile 2010, quindi poco più di anno (464 giorni, esattamente) questo blog è stato visitato 4000 volte. Un grazie di vero cuore a tutti coloro che più o meno abitualmente lo leggono; spero di aver contribuito con questi miei commenti a migliorare il rapporto di qualcuno di voi col canto. Forse avrò "incasinato" un po' i rapporti con altri insegnanti, ma questo è il prezzo (uno dei prezzi). L'unica cosa che vorrei, prossimamente, è qualche commento, qualche domanda in più... a volte mi sento un po' solo, ad onta delle 4000 visite! Al prossimo traguardo!

2 commenti:

  1. salvo9:46 AM

    Ciao Fabio.
    Almeno per me, le tue lezioni sono davvero esaustive e chiarificatrici e toccano sempre degli argomenti molto specifici.
    Voglio tornare a chiederti di specificare una volta per tutte, l'importanza dell'innalzamento del palato: quando si deve alzare, perchè, come, bisogna "stappare" la voce esercitandosi a muovere opportunamente il palato molle? (alcuni insegnanti anche "bravini" sostengono che è fondamentale gestire a parte l'innalzamneto del palato molle ed esercitarsi quotidianamente con esercizi mirati... Insomma avere la caverna in bocca cosa significa? E come si attua?
    Ciao Salvo

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  2. Caro Salvo;
    grazie per la tua volontà sempre attiva e positiva e la costanza.
    L'insegnamento primario di questa scuola è che non si deve "toccare" niente posteriormente a labbra, denti, punta della lingua! Alzare volontariamente il palato molle significa semplicemente "mettere lì il suono", cioè indietro. Muovere volontariamente con i muscoli una parte interna dell'apparato è una delle tante presunzioni dei maestri o cantanti non artisti che pensano di poter controllare volontariamente le singole parti di cui è costituito questo complesso strumento. Di quanto si dovrebbe alzare? Chi lo sa! Essendo questo elevamento rapportato all'intensità, al colore, all'altezza della nota da eseguire. Solo la nostra Natura è in grado di mettere in relazione perfetta tutte le parti, ma per fare questo bisogna aver disciplinato in perfetto il fiato e aver debellato ogni reazione istintiva. E' la forza, l'intensità del fiato che allarga la gola, alza il palato, dà la giusta pressione affinché il suono si arricchisca e si espanda per l'aria circostante (acustica) con tutte le caratteristiche di sonorità, bellezza, continuità... La caverna è fuori di noi, non in noi. Ciao.

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