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mercoledì, luglio 13, 2011

Canta che ti passa

Le persone che hanno qualche decennio sulle spalle come me o più di me, ricorderanno che andando in giro e passando vicino a qualche cantiere di casa in costruzione, era più che normale sentire uno o più muratori che cantavano. Sempre. E in genere cantavano pure bene! Ma non c'erano solo loro. I postini giravano a piedi o in bicicletta ed erano abbastanza soliti canticchiare. Non parliamo poi dei garzoni dei lattai o dei panettieri. C'era una pubblicità in cui Ninetto Davoli girava in bicicletta alle prime ore del mattino, garzone appunto, cantando a squarciagola. Ma poi spazzini, venditori ambulanti... Mio padre si rammenta nostalgicamente di alcuni venditori ambulanti che a Firenze al mattino presto ripetevano alcuni slogan con voce chiara e intonata: "io ce l'hooooo, l'insalatina di campooooo"... o frasi analoghe (lui me le ricanta spesso!!). Oggi le nostre strade, i nostri cantieri, tacciono. In giro ben poca gente canta. Si vergogna, chi lo sa. O forse ci sono troppi rumori. Fatto sta che questa carenza è il segnale di un malessere generale, e che colpisce soprattutto i giovani (erano perlopiù giovani i garzoni e i manovali), una mancanza di rilassatezza, di disinvoltura, di spontaneità che non può non preoccuparci. E il mondo del canto non è avulso da questa situazione, perché se il canto non è il frutto di un piacere spontaneo, non potrà essere facile, divertente, piacevole, naturale.



2 commenti:

  1. Salvo_Baritono11:31 AM

    "Invidio" terribilmente quelli che cantano liberamente senza pensare...
    Oggi siamo troppo assillati dalla fretta, nell'arrivare il prima possibile...! Frase tipo: "Il tempo corre e io sono indietro... mi devo sbrigare". Ci vorrebbe un ritorno al passato, che oggi sarebbe controtendenza, ma "salutare per l'uomo, anche alla calma, alla rilassatezza, alla spontaneità.

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  2. Vero, ma non è l'unico ostacolo. C'è anche una sorta di delirio di onnipotenza, per cui non ci basta una voce "normale", ma la vorremmo sempre gigantesca, di infinita estensione. Se non c'è umiltà, non ci possono essere le premesse di accesso al belcanto.

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