Allora, tra i commenti di un post precedente, l'amico Salvo invia il link a un articolo del Corriere della Sera dove un baritono che mi era sconosciuto ("così no'l conoscessi", dice Leporello), tal Pier Luigi Dilengite, si sottopone a un'intervista dove denuncia i mali della "casta" del mondo lirico. Ciò che viene scritto nell'articolo credo corrisponda in gran parte al vero: poche agenzie, che vengono anche citate, tengono in pugno i principali enti lirici, che fanno il bello e il brutto tempo imponendo questo o quel cantante, registi, direttori, e sprecano moltissimo denaro pubblico. Penso siamo in gran parte d'accordo col denunciare questo scandalo, che sono ormai anni che imperversa nell'ambiente, a causa soprattutto (e non poteva non essere così), da quando la "partitocrazia", spartendosi, manco a dirlo, tutto in Italia, mise anche i teatri nelle mani dei politici, che naturalmente hanno fatto quel che hanno fatto qui come nella sanità, nelle banche e via dicendo. Sicché oggi abbiamo teatri che chiudono o rischiano di chiudere, mediocrità diffusa, raccomandati che cantano, suonano, dirigono, inscenano, ecc. ecc. Quindi una denuncia che casca anche bene... ma... c'è il ma! Da ormai diversi mesi si diffondono a macchia d'olio libri, articoli, trasmissioni sulla "casta"; tutto condivisibile, però attenzione in primo luogo all'inflazione, ma attenzione anche allo scopo! Se a denunciare lo stato di cose è un giornalista di trincea, ok; se è uno che è sempre rimasto al palo "silurato" in concorsi audizioni, ecc. ... beh, si può vedere, comunque risulta corretta la denuncia che non vengono fatte pubbliche audizioni e quindi il fatto di non poter partecipare è già di per sé una corretta informazione. Ma se la denuncia parte da un cantante che canta, prendendosi, così scrive il giornale, sette/otto mila euro di cachet, con la qualità di canto che si può... diciamo così... apprezzare... (non è proprio il termine giusto), credo che la prima cosa da sapere sia: lui, questo sedicente baritono, che si definisce allievo di Pavarotti, e, udite udite: "una delle voci più promettenti del panorama operistico italiano", che ha un livello di ingolamento che non sentivo da tempo se non in qualche allievo alle prime armi massacrato da qualche insegnante pessimo, come è arrivato dove è arrivato? Probabilmente ha una buona quantità di voce, ma la gutturalità di alcune vocali rasenta il ridicolo. Ascoltatelo, e poi vorrei sapere se qualcuno per caso ci sente delle qualità, perché è una cosa che mi interessa proprio. Poi vorrei capire: come è possibile che uno in queste condizioni canti in teatri importanti, vicino a autentici divi della scena lirica, come la Devia, Malagnini. Se non sono state le agenzie, come ci è arrivato, lui? (senza insinuazioni, come chiarimento).
ma stiamo scherzando? Pavarotti lo definiva il suo migliore allievo, parole sue sentite con le mie orecchie
RispondiEliminaPesaro
prima di aparare a zero questo signore sconosciuto ai più anche a me dovrebbe documentarsi. Dilengite è un grande baritono che ha studiato con Pavarotti per anni che lo definiva il suo migliore allievo.
RispondiEliminaE' arrivato a cantare sui migliori teatri perchè sa farlo.
Pavarotti non raccomandava nessuno o valevi e studiavi o eri fuori.
Buongiorno
Teatro della fortuna fano
Io non commento, perché non ce n'è bisogno. Tutto è molto, tristemente, evidente.
RispondiEliminaBuongiorno Sig. Poggi,
RispondiEliminadopo aver letto le sue considerazioni sul mio riguardo,e non entro nel merito del suo giudizio come ascoltatore,in quanto ha tutto il diritto di esprimere disapprovazione per il mio canto,ribadisco come ascoltatore,perchè sul lato tecnico non accetto da parte sua che non è un cantante e non ha mai calcato le tavole di un palcoscenico giudizi di questo tipo.
Aggiungo che le produzioni a cui ho preso parte me le sono conquistate da solo senza l'aiuto di nessuna agenzia,ma solo dopo essere stato ascoltato.Per quanto riguarda il M°Pavarotti,non solo sono stato suo allievo,ma ho anche cantato con lui,compresa la Boheme nella quale lui ha firmato la regia.
Tutto quello che scrivo è assolutamente dimostrabile.Che Lui ,bontà sua,mi stimasse e mi considerasse uno dei suoi migliori allievi,anche questo potrei dimostrarlo chiamando a testimoni varie persone del suo entourage,come il suo segretario o il regista Beppe De Tomasi.
Concludo dicendo che l'articolo sul Corriere Della Sera,è apparso senza la mia approvazione e che il senso di quello che volevo dire è stato completamente stravolto.
Leggo poi che Lei insegna Canto.....scusi ma lei dove ha mai cantato??A me sembra che Lei usi dei toni pieni di astio e di rancore,effetto evidente di una forte e mal vissuta frustrazione....questo è tutto.Spero che la discussione con Lei finisca qui,altrimenti mi vedrò costretto a ricorrere alle vie legali con tanto di querela nei suoi confronti.
Pier Luigi Dilengite
Anzi,visto quello che dice su questa pagina,dove si ravvisano vari elementi per una querela,la invito a togliere il suddetto intervento immediatamente.
RispondiEliminaDiversamente agirò legalmente.
Gentile baritono; la ringrazio per avermi scritto, e tutto sommato le fa onore non aver usato toni più accesi e violenti, sarebbe pienamente comprensibile. Non mi pare di aver scritto cose passabili di querela; c'è solo la richiesta di capire come è arrivato a cantare a un certo livello visto che denuncia il giro delle agenzie, per cui sembra implicito che lei non le utilizza. Comunque chiederò a un mio amico avvocato, e nel caso ravvisasse elementi per la querela, lo toglierò. Avrei piacere di parlarle in modo franco, sincero e amichevole. Se può darmi la sua email, la può inviare a info@artedelcanto.net ? Non ho alcun motivo per avercela con lei, e fino all'altro ieri non sapevo della sua esistenza, però non vorrei sembrare il solito saccente che ce l'ha con il mondo... a presto. F.P.
RispondiEliminaChe livello... a me pare che dare a qualcuno senza alcun indizio del frustrato, dell'astioso e minacciare querele riveli una grandissima (e giustificata) insicurezza di sé. La stima degli ascoltatori si conquista cantando bene, non citando illustri e scomparsi maestri (ma poi Pavarotti dava lezioni regolari?) che non possono più esprimere giudizi purtroppo o querelando chi ci critica. Penso che chiunque capisca appena di canto lirico non possa che essere d'accordo col giudizio del titolare del blog, indipendentemente dal fatto che questi insegni canto o no. Premesso che non conosco il signor Poggi e non posso esprimere giudizi sulla sua bravura come maestro, vorrei anche contestare l'argomento che non si possa essere maestri di canto se non si è cantato ad alto livello in palcoscenico. Tantissimi grandi cantanti sono o erano incapaci come maestri e tanti grandi maestri non sono mai stati importanti cantanti. Un esempio su tutti Enrico Rosati, maestro di Gigli e di tantissimi altri cantanti, che non mi risulta essere stato un cantante di grido. Aver studiato con Pavarotti, grandissimo cantante indiscutibilmente, invece non dà necessariamente e per tutta la vita la patente di bravo cantante...
RispondiEliminaChe Livello a me pare invece che dare s uno del bugiardo sul suo curriculum senza conoscere niente sia molto grave.Senza poi conoscere l'artista proprio per niente anche peggio. I cantanti possono piacere o non piacere. A me Dilengite piace moltissimo quando sale sul palco con la sua voce e la sua presenza scenica mi rapisce l'anima.Non entro in merito della tecnica perchè non sono competente, ma posso giudicare quello che ascolto se mi piace o no.
RispondiEliminaComunque vi consiglio di andare a vederlo in teatro secondo me vi ricredereste. Qiest'estate ha cantato nel sud Italia e ci sono state solo critiche positive sui giornali e sui telegiornali. Tutti incompetenti? Boh non credo.
Ad ogni modo ribadisco che avendo conosciuto personalmente il grande Maestro (lui era competente? o no? forse si comincerà a dubitare anche di lui....) stimava tantissimo questo suo pupillo e ne vedeva le potenzialità future. Poi è vero che uno può anche peggiorare col tempo ma non di sicuro un giovane in crescita nello studio e nella passione del canto. Se uno era potenziale e bravo a trent'anni non penso che a quaranta continuando a studiare e a cantare con i migliori maestri e lavorando anche per grandi registi sia peggiorato.
Poi potete avere la vostra opinione, ma non contestate un curriculum dicendo falsità. Nessuno può farlo a meno che non ha delle prove in mano. Ad ogni modo ci sono tanti testimoni che possono confermare ciò che Dilengite afferma. Anche qui.
Teatro della Fortuna
Non credo che nessuno gli dia del bugiardo, mi pare che si sia d'accordo sul fatto che abbia frequentato Pavarotti, e non mi pare che qualcuno ne metta in dubbio la capacità di ascoltare e individuare potenziali buoni cantanti. Però, non dimentichiamo, non era un maestro di canto. Sarei curioso di sentire D. in teatro, mentre nutro dubbi che possa aver avuto solo critiche positive. E chi sarebbero poi i "migliori maestri" che avrebbe frequentato? Io non vorrei calcare la mano, altrimenti farei un'analisi di una delle arie presenti su YT, in modo che ognuno possa rendersi conto. Se lo desiderate...
RispondiEliminai suoi migliori maestri sarebbero:gianni raimondi,franco corelli,nicolai gedda.Pavarotti dava lezioni regolarmente.
RispondiEliminaenrico rosati èstato un grande cantante della sua epoca ed ha frequentato i più importanti teatri italiani....informatevi prima di parlare...
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RispondiEliminaRaimondi, Corelli ... sono stati grandi cantanti, ma non mi risulta siano stati buoni insegnanti. Inoltre 3 di loro sono morti da un pezzo, quindi torniamo sempre al discorso iniziale.
RispondiEliminaQui è perfettamente inutile dire: tizio caio e sempronio hanno detto, hanno insegnato, e via dicendo. A me non interessa affatto e non conta niente. Rimane il fatto di un cantante fortemente ingolato che canta con grandi nomi, è questo che non accetto di buon grado, perché sento di cantanti che non riescono nemmeno a iniziare uno straccio di carriera avendo doti e scuola, e non parlo di miei allievi, dico in generale. Certo è in gran parte dovuto a quello scandaloso giro di agenzie, di amicizie politiche, sessuali, finanziarie, ecc. ma appunto per questo vorrei che qualcuno spiegasse come ce l'ha fatta. Se si risponde: perché l'hanno ascoltato, perché sa cantare, e via dicendo, tutto il discorso della "casta" va a farsi benedire, e allora perché è stato fatto?
Per concludere: questo è un blog sull'arte del canto, e non un forum. Pubblico quanto ricevo per non censurare nessuno, ma non vorrei che la discussione proseguisse troppo su questi binari...
su enrico rosati non ho effettivamente molte informazioni biografiche, ma so che a circa 30 anni, nei primissimi anni del '900 (era nato infatti nel 1874), era già celebrato maestro, tanto che vi fu indirizzato gigli e vi studiò anche lauri volpi. Insegnò quindi per almeno 50 anni. Quanto fosse celebre come cantante a quell'età non mi è dato sapere, ma mi documenterò volentieri. Comunque è abbastanza irrilevante, non serviva in effetti un esempio per dimostrare il concetto di fondo, ossia la mancanza di corrispondenza tra fama come cantante e bravura come maestro.
RispondiEliminaGli estimatori mi vorrebbero invece illuminare riguardo alle somiglianze di tecnica tra il baritono Dilengite e il suo Grande Maestro Pavarotti? Ad esempio sulla schiettezza dell'emissione e della dizione, sul settore acuto? L'anonimo di prima...