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sabato, febbraio 04, 2012

Percepire

...non le parcelle, eh...! Qui non si parla mai di denaro.
Il mondo in cui viviamo, ma non parlo necessariamente solo dell'uomo di oggi, anche se in particolare di questo, è estremamente complesso. La nostra percezione deve fare forzatamente delle semplificazioni e delle "potature" per non portarci alla pazzia. Se noi percepissimo tutto con lo stesso livello di importanza, la nostra mente si saturerebbe, i nostri nervi salterebbero. Ciò, poi, avviene ugualmente, ma in tempi e modi, di solito, non troppo violenti e irreparabili. Mi spiego meglio. Pensiamo di camminare lungo un sentiero di campagna di qualche Secolo fa: avremmo visto e sentito campi, cielo e tempo atmosferico, animali, la strada stessa, qualche agricoltore con qualche semplice attrezzo... Oggi nella stessa situazione saremmo, già solo in una situazione così semplice, attorniati da una moltitudine di rumori: trattori, decespugliatori, motoseghe, automobili, aereoplani, oltre alle cose già dette. Tutto questo potrebbe mandare in tilt un uomo che apparisse improvvisamente dal passato, ma per noi è normale. il "normale" è che la nostra percezione di tutta una serie di fenomeni tende ad annullarsi; non è che non li percepisca: se in mezzo al traffico passa un'ambulanza, la notiamo, ma anche altri piccoli, o meno piccoli, rumori, suonano alla nostra coscienza come evidenti, e quindi la risvegliano, mentre altri vengono messi tra parentesi (pensate se in una strada affollata, con decine di persone che parlano, voi sentite una voce conosciuta!). Questo preambolo per dire che la nostra sensibilità è in parte innata, in parte "elastica", cioè governata dal nostro istinto. E' chiaro che chi vive in un ambiente relativamente tranquillo e silenzioso avrà una sensibilità uditiva diversa da chi abita e frequenta un luogo caotico e rumoroso; la prima persona nel secondo posto per molto tempo avrebbe problemi anche seri, ma nondimeno anche la seconda persona non riuscirà subito ad abituarsi al primo posto. Dunque l'istinto regola il nostro livello di percezione sempre in base al noto principio del "necessario a vivere e sopravvivere". E' chiaro che a nessuno serve avere l'udito di un cane nel nostro modello di vita, che, anzi, potrebbe forse dare fastidio! Molti si illudono di avere un "orecchio" strabiliante, e vogliono anche convincere tutti gli altri, ma nella maggior parte dei casi non è vero. Come per la voce, anche l'orecchio ha un margine di tolleranza, e può essere sviluppato a sentire cose che l'uomo "normale" non sente (sempre che non abbia in natura una sua eccezionalità uditiva). Oltre, invece, non si va se non c'è una esigenza che vada oltre la comune esigenza di specie, e questo non può servire al normale ascoltatore, che potrà sviluppare solo nel margine di tolleranza, ma serve al cantante che deve poter cogliere dall'insegnante e da ogni sorgente possibile, compreso sé stesso, il difetto, il pregio e la differenza tra giusto e sbagliato per potersi adeguare. Lo stesso vale per la vista e, ovviamente, per la voce. Quindi, quando qualcuno vi dice: "ma le orecchie le ho anche io", rispondete: dimostramelo!!

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