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lunedì, ottobre 01, 2018

Concludendo

Ho scritto centinaia di articoli; disposti con un certo ordine possono formare un notevole volume, cosa che un giorno potrei anche fare, giusto per dare coronamento e consistenza a un lungo lavoro iniziato dal m° Antonietti e proseguito da me, non senza importanti suggerimenti colti da altre scuole e da altre materie. Da qualche mese però sto realizzando che questi tempi sono avversi a questo genere di scuola. Chi vi si è avvicinato con animo sereno ne ha potuto constatare l'efficacia e la consistenza delle basi su cui poggia, credo unica nel suo genere. Assistiamo a un proliferare di scuole e una divulgazione sempre più capillare di sciocchezze, veicolate anche da persone che ritengono di saperne in quanto medici, mentre è esattamente l'opposto, i medici devono fare il loro mestiere e star lontani dalla pratica dell'insegnamento. Ma sono tutti discorsi vani. Il fatto inequivocabile è che non si può remare troppo a lungo controcorrente, specie se non c'è un'amplificazione mediatica, mentre questa appartiene agli affabulatori e ai mercanti di persone. Sono dolente nel constatare quanti giovani o quanti cantanti si arrabattano nel tentativo di cantare almeno decentemente, ma si scontrano con metodologie che con il vero canto (non aggiungo nemmeno artistico, che sembra una blasfemia) hanno poco o niente a che fare. Mi si potrà dare del catastrofista, e qualche volta mi viene il dubbio, perché poi qualche voce ben messa mi capita di ascoltarla, ma guarda caso son sempre semisconosciuti o di secondo (o terzo) piano. Più saliamo in alto più sentiamo voci ingolate, nasali, strozzate, ballanti, incomprensibili, corte; dotate, ecco, solo più questo conta. Non parliamo poi dei difetti musicali, altro guaio universale che colpisce tutto il settore. Comunque io sono in fase di resa. Credo di aver scritto di tutto e di più, e di aver insegnato parecchio, ma mi rendo anche conto che dietro questa sicurezza si nasconda il pericolo di mandare delle persone di fronte a possibili fallimenti perché chi ascolta non apprezza più il canto puro e ben "detto", ma vuol solo sentire voci forti, pompate, scure. Ormai conta questo, quindi che ci sto a fare? Per quanto riguarda il blog, mi fermo qui, salvo ci siano richieste specifiche. Per l'insegnamento, raggiunto il mio punto massimo, andrò a chiudere, sicuro di aver dato tutto me stesso, con la speranza nel cuore che un filo tenue resti per far rinascere dalle ceneri l'antica nostra italica vocalità, oggi sicuramente sparita.
PS: non ho scritto questo per farmi commiserare o in preda a depressione o cose del genere. Sono sereno e tutto sommato solo oggettivo.