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giovedì, maggio 14, 2020

La fame d'aria

Capita abbastanza spesso che gli allievi di canto non sappiamo gestire il fiato e respirino troppo frequentemente, spezzando le frasi o comunque facendo percepire un certo disagio, nel senso che si avverte il timore di non farcela ad arrivare a un punto corretto per respirare (per la verità ci sono anche coloro che sembrano voler vincere una gara dimostrando di poter tenere il fiato più d'un sub). Sulla questione pesano diversi punti.
1) non si inspira bene. Inspirazioni molto frettolose, rubate, rumorose, solo col naso, non riforniscono sufficientemente, per cui dopo pochi secondi il cantante avverte già lo stimolo a riprendere fiato. Il fiato va preso sempre con la bocca (E col naso) il più silenziosamente possibile, il più tranquillamente possibile, rilassando in particolare la zona tra il mento e il collo.
2) si canta "strizzando" i muscoli addominali. Nei primi tempi di studio (primi tempi che possono anche durare più d'un anno) è bene lasciare rilassata la parete addominale; quando si passerà alla respirazione costale, si dovrà stare "alti" sul fiato, tenendo appena tonici i muscoli della parte alta della parete addominale (plesso solare) ma senza pressioni, il fiato, ovvero i polmoni, non vanno mai compressi, il fiato deve poter "galleggiare". Premere può causare problemi anche gravi e comunque non darà mai un buon canto. Se si spinge il fiato contro la laringe, essa per proteggersi comincerà a svilupparsi, ingrossando i tessuti muscolari, e questo non va bene, perché si perderà elasticità, tonicità, flessibilità, indispensabile a un canto di qualità.
3) si canta premendo la voce verso l'esterno. E' un errore che può essere indotto anche in buona fede pensando di mettere fuori la voce. Non è affatto così; la voce deve fluire scorrevolmente come un alito, senza la minima pressione, soprattutto sulle note lunghe, appena passato l'attacco (che non dovrebbe comunque subire pressioni, ma diciamo che può essere tollerabile per qualche tempo) ci si deve rilassare e lasciare che il fiato vada ad alimentare come un sospiro le vocali che si andranno a formare distanti, staccate da noi.
4) si spreca fiato pensando di dare carattere alla voce. Molti cantanti per sottolineare i momenti più coinvolgenti, fanno sospironi e versi di vario genere che non fanno altro che sprecare fiato e sporcare la voce e involgarendo il canto. In questi casi bisogna ripulire tutto, cioè imparare a cantare con sobrietà, con esattezza, evitando anche legature troppo accentuate, portamenti, ecc. Quando si sarà imparato questo si potrà riprendere utilizzando la giusta espressione, senza affettazioni.
5) non si bada ai fraseggi e si respira a caso e si dà troppa retta agli stimoli istintivi. E' evidente che l'istinto vorrebbe che si respirasse spesso, perché questa è la Natura. Quindi bisogna anche forzare un pochino, però questo si può fare se si sta attenti a ciò che si fa! Quindi segnare sullo spartito dove respirare e ancor più vistosamente dove NON respirare. Bisogna dire che ci sono persone che hanno un intuito particolare per respirare nei punti giusti, così come ci sono persone che sembrano fare apposta a respirare dove non devono!
6) Si pensa di risparmiare! Grave errore; non bisogna mai pensare o mettere in atto strategie per consumare meno aria, anzi, al contrario, la tensione deve essere a consumare, persino a sprecare aria, ovviamente non mettendo aria nella voce, ma considerando che la voce è fiato.

Quando si è pronti a passare alla fase 2, il fiato dovrà essere percepito orizzontalmente nel petto, con le punte sotto le ascelle, e il mantice quindi dovrà essere percepito come un dilatarsi e contrarsi orizzontale della massa polmonare, senza spinte dal basso, cercando sempre di sostenere il petto alto, senza rilasciare le costole. E' difficile e non deve portare tensioni di alcun tipo. Non farlo anzitempo e senza controllo dell'insegnante, si rischia la pressione sottoglottica.

Le corde vocali hanno un ruolo anche nella tenuta aerea. Se si sono forzate per qualunque motivo (urlare spesso, cantare a squarciagola, parlare scorrettamente e a lungo, fumare....), possono aver subito delle deformazioni, cioè ispessimenti muscolari. Questo farà sì che per metterle in vibrazione occorrerà maggior quantità e maggiore energia. Però è anche una trappola, perché in questo modo non se ne esce. Quindi ci vuole un periodo di parole nitide, ben scandite, ma anche a bassa intensità. In questo periodo, che comunque non è da considerare sotto i sei mesi, le c.v. potranno riprendere la loro elasticità e dimensione corretta e quindi l'espirazione dovrebbe tornare a consentire lunghi fiati. Se così non fosse occorre valutare se c'è una "perdita d'aria", e dovuta a cosa. Se si è formata, come può capitare, una imperfetta adduzione (ma un orecchio esperto l'avverte), si possono fare esercizi appositi. In questi casi comunque non nuoce una visita specialistica per verificare. In ogni caso è bene non farsi troppe preoccupazioni sulla durata del fiato. Se si studia correttamente si andrà incontro a un ritmo respiratorio regolare e sufficiente a cantare qualunque cosa, perché il buono studio può anche nascondere respiri rubati. Ciò che spesso tradisce non è il respirare spesso, ma lo stress generato dalla propria paura di far sentire che si respira.

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