Capita di continuo che a parlare di respirazione per il canto, intervengano musicisti di strumento a fiato o medici ecc. partendo dal falso presupposto che la respirazione è la stessa.
Prima domanda: che differenza c'è, se c'è, tra la respirazione fisiologica (ventilazione) e quella di un cantante? E tra questa e quella di uno strumentista a fiato? Ed è uguale per qualunque strumento a fiato?
La risposta molto spesso è: nessuna.
Allora. Parliamo di "punti di impatto"
Nella respirazione comune, il fiato non impatta niente in espirazione, cioè come entra esce, cambia solo la composizione chimica, ossigeno contro anidride carbonica e impurità varie (che con la mascherina riprendiamo)
Nella espirazione del canto, il punto di impatto è a livello laringeo, corde vocali.
Nella espirazione dello strumentista il punto di impatto è a livello labiale. Però per il flauto è diverso rispetto a un trombone e anche a un oboe o un fagotto.
Questo cosa cambia? Che la lunghezza della colonna d'aria è parecchio diversa.
Altra domanda: che differenza c'è tra la respirazione durante il canto operistico e il parlato comune? Ovvero, perché durante il parlato non si avverte alcun impatto a livello laringeo mentre quando si canta, spesso si sente un ostacolo in gola?
Spesso ai cantanti e agli strumenti si consiglia di premere sul diaframma in vari modi. Ma così facendo non si crea volontariamente un ostacolo alla fuoriuscita dell'aria, che procede nel senso opposto?
Stavolta non rispondo. Ragionateci su.
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