Translate

lunedì, marzo 16, 2026

Che di', questa testa?

 Ho già spiegato più volte che quello che viene definito "testa" NON E' un registro a sé stante, ma è la prosecuzione del registro di falsetto.Quindi è, a tutti gli effetti, lo stesso registro, ma è bene chiarire alcuni fenomeni che possono avvenire.

Chiamare "testa", come oggi avviene regolarmente, il falsetto, non è molto corretto, perché già nell'800 fu chiarito in modo esemplare da Garcia, che dal RE4 avviene normalmente qualcosa che determina una modificazione che è bene segnalare con un cambio terminologico. Fino al Do-Do#4, la voce si compone, in piccola parte, di un ausilio della vibrazione detta di petto, specie nella voce maschile (anche in quella femminile, ma che spesso non subentra a causa del fatto che il r. di petto non viene educato!).. 

E' bene sapere che questa situazione o condizione è imposta dalla RESPIRAZIONE! E' il fiato involuto che determina questa dualità. Lo studio fatto con cognizione di causa, consente una evoluzione respiratoria che potrà determinare un'uguaglianza vibratoria, che è quella che noi chiamiamo "corda unica".

Questa "sarebbe" la situazione, se non ci fosse un'eccezione!

I cosiddetti "falsettisti" (sopranisti e contraltisti), con che voce cantano? Dal nome verrebbe da dire: falsetto, ma... è così?

Dunque, con il termine falsetto si definiscono in realtà almeno tre situazioni diverse. Il m° Antonietti definiva "falsettino" una voce estremamente chiara e leggera, che è prodotta dal PRIMO ARMONICO. Ne parlava il m° Delle Sedie nel suo trattato. Non ha molte applicazioni pratiche, se non comiche. Però si può usare didatticamente per esercitare il fiato senza impegnare la voce piena. 

La cosiddetta voce piena è una voce che è composta da una parte di voce di petto e una parte di voce di falsetto. E' possibile cantare in voce di solo petto nelle note gravi per maschi e femmine. Non è altrettanto facile cantare di solo falsetto (reale) per gli uomini, ma ne parlerò tra poco. I contraltini riescono a superare il do-do#4 e proseguire anche fino al Fa4 con una voce forte e molto sonora. Questa si può definire voce di TESTA, e la peculiarità è che non vi è più l'apporto della componente di petto. Dovendo vibrare nella sola componente relativa al bordo della corda, comporta un impegno maggiore, che però avvertono maggiormente le donne. 

Ora, può succedere che alcuni uomini riescano a cantare nella sola componente di falsetto, cioè come se fosse testa, senza la componente di petto. In questo caso potrebbe essere anche corretto chiamare testa questo tipo di emissione, che appartiene, come dicevo, a sopranisti e contraltisti. PERO'!! Succede che c'è un'altra singolarità, che è stata chiamata "Stop closure" e comporta una sorta di immobilizzazione di una parte della corda che la fa apparire quasi identica a una corda femminile. Qual è la differenza? Che quest'ultima non è amalgamabile con il petto, cioè non c'è continuità, mentre il vero falsetto, o testa, lo è . Naturalmente richiede uno studio molto impegnativo, mentre l'off closure è una proprietà soggettiva innata. Naturalmente la voce vera di falsetto è di qualità nettamente superiore.

1 commento:

  1. https://www.youtube.com/watch?v=0rjD2CLut-0 non so se era questa la versione del "mi par" di Gedda che avevi commentato in un post molto interessante, ma la trovo preziosa per il fatto che è dal vivo e il suo viso è inquadrato: come hai scritto, attacca sul fiato in falsetto, con un po' di gola, intanto noto che il falsetto non richiede, anzi, una grande apertura di bocca, Gedda appare convinto che un leggerissimo sorriso aiuti (chissà se Rokwell Blacke si sia ispirato a lui per i suoi tipici acuti falsettati... e femminei), ma mi sembra che anche questo sia causa di leggera ingolatura. Arrivato a folle ivre sul fa acuto spoggia (tagliando il fiato) ed è costretto ad aprire la bocca per produrre il si acuto sulla vocale sse che diventa ssA perchè spoggiato e spinto di diaframma, ma attaccato in gola... finisce la frase in un petto piuttosto sonoro, un po' perché mi sembra sia più difficile per i tenori mantenere attiva la corda di falsetto su queste note ed un po' per riposarsi dallo sforzo di salvare l'acuto. Mi pare che un buon criterio per valutare la qualità del falsetto è il timbro che rimane chiaro, ma non femmineo e ovviamente la dizione che rimane perfetta se si riesce a non spoggiare. A questo punto la domanda è: noi baritoni possiamo cantare un Fa# in puro falsetto? O comunque con una minima componente di petto? ergo: possiamo eseguire un pianissimo sulle note estreme? Ormai sono in grado di raggiungere gli acuti in modo potente ma libero, ma sul piano e pianissimo la voce si rompe se non mantengo una certa forza muscolare in basso

    RispondiElimina