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venerdì, luglio 15, 2011

Sentire il corpo

Credo sia noto a tutti che coloro che perdono un arto, per operazione o incidente, continuano a sentirne la presenza; si definisce "arto fantasma". Questa sensazione è creata dal nostro sistema nervoso e dalla nostra "mappa mentale". Perché dico questo e che c'entra col canto? C'entra perché come è noto gran parte del lavoro educativo sul suono vocale, specie in altre scuole, anche antiche, si basa sulle sensazioni. E dunque si sprecano i consigli sul mettere la voce sulla fronte, tra gli occhi, tempie, nuca, calotta cranica ecc. Anche il più ignorante degli insegnanti dovrebbe sapere che è piuttosto impossibile mandare la voce in quei posti, mancandone l'accesso; il luogo più alto dove può confluire il suono è la fossa nasale, che produce, peraltro, un caratteristico quanto sgradevole timbro. Che comunque si abbia a che fare con il problema delle sensazioni è giocoforza; ciò che ritengo però necessario spiegare sempre agli allievi, è che non si devono confondere le sensazioni con la verità! Ad esempio, quando il suono fluisce con una certa regolarità e batte contro l'osso mandibolare nel palato alveolare, diciamo nella gengiva anteriore superiore, è abbastanza normale che si abbia l'impressione che quell'osso... sparisca! Cioè si può avere la sensazione che la bocca si amplii verso l'alto. Questo il risultato, che non è una condizione da cercare! Se non ci sono le prerogative perché il suono vada a confluire lì, mancherà anche la sensazione; cercare la sensazione senza mettere in moto le cause, sarà un lavoro vano e frustrante. Anologhi, e riconducibili allo stesso discorso, sono centinaia non solo di consigli di tanti insegnanti, ma veri e propri metodi. La voce "alta", cioè che sembra fluire addirittura al livello degli occhi, può anche essere il segnale di una voce molto libera (peraltro è da verificare, perché spesso una voce alta può anche essere il segnale di una voce stanca, che magari ha perso i centri e che tende a spoggiare...). Più di tutte forse la sensazione che accomuna molti cantanti è il cosiddetto "suono in maschera", cioè la sensazione che le ossa e i muscoli del viso vibrino. Questa come tutte le altre, lo abbiamo scritto e detto in mille modi, sono sensazioni soggettive e da non ricercare mai volontariamente! Analogamente possiamo parlare di sensazioni che stanno al lato opposto: l'appoggio sul diaframma, quindi spinto verso il basso, l'affondo, la laringe bassa, le vibrazioni toraciche (e qui andiamo indietro di secoli), se non addirittura il canto di gorgia o gola... Come abbiamo già spiegato, non è necessariamente segnale negativo avvertire qualche suono in gola, se il maestro è presente e sa ciò che fa. Le scuole delle sensazioni sono fondamentalmente sbagliate, perché giocano con un sistema che è soggettivo. E' vero che tutti gli uomini funzionano allo stesso modo, ma bisogna tener conto che un sistema sensibile e delicato come quello nervoso, può essere molto influenzato nel microsistema da fattori locali. La bocca, per evidenti ragioni, può essere più o meno sensibile: ci sono persone che riescono a mangiare cibi bollenti senza problemi, altri devono sempre mangiare e bere tiepido perché non sopportano temperature appena elevate; il grasso può avere molte responsabilità nel sentire o meno certe sensazioni. Pensiamo poi, sempre per analogia, a chi è sensibile al cosiddetto "solletico", e chi no. Dunque la scuola seria e basata su una disciplina artistica, non farà quasi mai ricorso alle sensazioni, se non come possibile "test" di una raggiunta condizione, ma in genere sono gli allievi che lo esternano. Quando i tre apparati responsabili della produzione vocale funzionano in perfetta relazione, ecco che potranno nascere sensazioni quanto mai piacevoli, e a quel punto ecco che anche molti termini che noi rifuggiamo in fase educativa, potranno essere accettati e diventare comprensibili. Come ho già più volte spiegato, l'errore più grande che si può fare è pensare di educare una voce incolta mediante le sensazioni e i rapporti biopsichici di chi ha già una voce educata o comunque in grado di esibirsi a un livello professionale.

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