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martedì, dicembre 23, 2025

Lo spazio tra le note

 E' stato detto che la musica è ciò che sta TRA le note. In effetti è l'intervallo che riesce a muovere le nostre corde affettive, intime. Ma non è questo il tema che voglio affrontare qui. Intendo parlare di un'altra distanza, che potrei definire: distanza spaziale ma anche respiratoria. 

In effetti qundo ci spostiamo da una nota all'altra, dobbiamo considerare che cambia la qualità e la quantità di fiato da impiegare, ma è alquanto difficile rendersene conto.

Se facciamo una serie di note staccate, e lo facciamo bene, ogni nota è come se fosse la prima, cioè mancano, o sono carenti, le relazioni, mentre se le eseguiamo legate le mettiamo in un rapporto anche fisico di connessione. 

Prima di proseguire faccio una considerazione importante. Ho detto poc'anzi che se facciamo delle note staccate, è come se fossero ognuna la prima. Purtroppo non sempre è così! Capita che ogni nota staccata sia seguita da un'apnea, una chiusura glottica. E' fondamentale che per essere un vero staccato non ci debba  essere apnea, ovvero ogni suono vocale deve essere seguito da rilassamento. Per sapere se è così, provate a respirare ogni volta e cercate di sentire cosa succede in gola. 

Il problema è che in questo spazio sonoro possono succedere molte cose. La cosa più frequente, e la peggiore, è che si spinga. Ma non è raro che si trattenga, altro errore diffuso e fatale. Pensate un po': il giusto sta tra il NON spingere e il NON trattenere!!!

Come ho già scritto e detto in tanti modi, il vero canto artistico è figlio del sospiro. Il sospiro è un'emissione di aria sonora molto delicata e che proviene dal nostro interno, non solo fisico, ma anche affettivo. 

Se riusciamo a cantare una nota sul sospiro, avremo anche la percezione di una fluidità d'aria che ci lambisce la lingua e/o il palato, con una determinata lunghezza al di fuori della bocca, davanti a noi. Se da questa nota ci muoviamo verso un'altra nota, quindi produciamo un intervallo, è evidente che questa lunghezza cambierà. Attenzione all'inganno. Non è importante se andiamo verso una nota più alta o più bassa. La lunghezza aumenterà comunque, perché questa componente non è legata alla frequenza, ma al consumo di fiato che ci darà l'impressione di aumentare perché tende ad esaurirsi. Dobbiamo fare i conti con una riserva di fiato, non è una fonte perpetua, ma limitata, e il nostro corpo ci tiene informati di questo fatto, per cui per mantenere un'omogeneità di emissione, non è sufficiente mantenere lo stesso consumo ma dovrà gradualmente aumentare. Non è assolutamente possibile padroneggiare questa componente, perché dipende da troppi parametri. Ciò che possiamo fare è seguire l'impulso nervoso di allungare il fiato, quindi non trattenere. 

Prendiamo una semplice frase: "Mi chiamano Mimì". Tra "Mi" e "chia" c'è una distanza, così tra "chia-ma" e così via. In genere si dicono parole con l'intonazione richiesta (ma senza certezza) ma senza comprendere se si sta usando la giusta respirazione. Allora l'esercizio che propongo vi aiuterà in questa esperienza. Si dirà PORTANDO IL SUONO: "mi-i-chia-a-ma-a-no-o-Mi-i-mì", cioè ripetiamo l'ultima vocale della sillaba portandola (legato assoluto) alla sillaba successiva. E' semplice e lo possiamo applicare a qualunque frase: Va-a-pe-en-sie-e-ro-o", ecc. e quando dico portare intendo proprio portamento musicale. Naturalmente è fondamentale che si percepisca il flusso d'aria, cioè dovete rendervi conto di consumare aria, senza trattenere. Sarà più difficile laddove ci sono intervalli piuttosto ampi e verso zone più impegnative, ma non è detto, a volte si trova più difficoltà in centro. 

Ribadisco che è sempre ncecessaria una guida e un controllo, però potete provare in zona tranquilla tanto per capire se sentite più libertà e cominciate a prendere coscienza delle distanze e del fiato che occorre per passare da una nota all'altra. Questo non vi deve assolutamente spaventare. Quando si canta si tende a spingere e a usare muscoli, tendini, ossa, cartilagini, che bloccano il fiato, quindi appena riuscite a liberarvi e a cantare realmente col fiato, vi darà l'impressione di un grande vuoto e di consumare troppa aria. E' solo una questione temporanea, che invece di ostacolare dovete favorire.  

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