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giovedì, febbraio 18, 2010

Spazio e spinta

Durante lo studio del canto ci si sofferma molto sulla necessità di dare spazio al fiato, aprendo, soprattutto verticalmente, la bocca. Molto spesso questo accorgimento non basta, e i suoni tendono a essere "bassi", cioè a perdere la posizione alta nel palato anteriore, "chiusi", stopposi, opachi, ecc. se non addirittura calanti. A cosa si deve questo problema? In primo luogo al brutto vizio di "spingere". Cos'è la spinta l'abbiamo ripetuto diverse volte, ma lo riscrivo: è dovuto a un eccesso di fiato che può partire direttamente dai polmoni verso la laringe, il che causa un aumento della pressione sottoglottica; altre volte è dovuta alla scarsità di spazio in bocca che frena la fuoriuscita dell'aria e di conseguenza ancora una eccessiva pressione sottoglottica. Dunque, ripartendo dai concetti base, rammentiamo che il canto artistico è quello che mette in relazione perfetta i tre apparati: alimentante, produttivo e articolatorio-amplificante. E' evidente che quando c'è spinta da sotto, cioè l'aria non fluisce correttamente ma è in eccesso (o in carenza, ma è più raro), già manca corrispondenza tra alimentazione e strumento produttivo. Ma anche se l'apertura è carente verrà a mancare rapporto tra fiato e forme articolatorie-amplificanti. In particolare, inoltre, e veniamo alla risposta al quesito iniziale, dobbiamo far sì che il fiato generi un suono adeguato alla forma, il che può avvenire con maggiore facilità e correttezza se lo alleggeriamo, permettendogli di mantenere la posizione in "punta" al palato alveolare. Cambiando nota o vocale, o entrambe, c'è sempre la tendenza a dare una spinta o a mantenere o aumentare la tensione muscolare attorno alla laringe, frenando così il flusso d'aria. Alleggerendo e rilassando prima di cambiare vocale e/o nota, si noterà una maggiore facilità a transitare al suono successivo, mantenendo brillantezza, fuoco, profondità, e questo perché si sarà aumentato lo spazio automaticamente e senza interferenze.

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