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domenica, marzo 20, 2016

Il meccanicismo duro a morire

"I fenomeni vocali possono talvolta dare a chi ascolta l'impressione di aprire le note di passaggio. Che non siano di fatto aperte, come pure sembrerebbero ad un orecchio esercitatissimo, è dimostrato dalla eccezionale qualità degli acuti. L'acuto emesso a regola d'arte, squillante, lucente, immascherato, è la prova provata che c'è stato arrotondamento od oscuramento del suono: impercettibile all'ascoltatore, percepibile solo dal cantante che lo attua. Questa è una legge fisiologica: senza retroflessione della faringe -è questo lo scopo dell'oscuramento- l'organo è fisiologicamente incapace di continuare la sua ascesa verso l'alto, e quindi di emettere acuti “cantati”. 
Qualcuno scrive questo in internet. La partenza è buona; lo scrittore sembra accorgersi che l'acuto "a regola d'arte" non è oscurato. Ma subito dopo la cultura meccanistica di cui è permeato l'ambiente del canto, riprende il sopravvento. La legge fisiologica di cui parla costui è, per l'appunto, fisiologica, cioè si basa sulla natura dei due campi in cui è divisa, nella maggior parte dei casi, la gamma vocale umana, ma il tizio ignora, evidentemente, che esiste una risorsa respiratoria artistica (che qualche singolo fortunissimo può avere anche innata) che può modificare sensibilmente il funzionamento laringeo, cioè portarlo dalla sua natura valvolare a quella fonica, dove non c'è alcuna necessità di oscuramento. Coloro che elevano a "senso fonico" respirazione e voce, non hanno più alcuna necessità di "passaggio" perché spariscono i registri. Naturalmente è sempre da ricordare che l'educazione vocale si sviluppa in periodi, in fasi, e ciò che accade nella terza fase, quella più elevata, non può essere sostenuta da chi è nella prima, pena l'insorgere di gravi problemi, per cui l'insegnamento deve seguire attentamente le fasi di accrescimento, sviluppo, evoluzione del soggetto.

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