Costruire significa edificare, ammassare, fabbricare.
Ieri un ennesimo "competente", replicava che le voci liriche, e in particolari i tenori, hanno la voce "costruita". E' una solfa che sento ripetere spesso. Anni fa vidi anche un libro che più o meno si inttitolava "costruire la voce". Beh, uno può scrivere ciò che vuole, non è che la gente guardi tanto per il sottile, ma io mi chiedo: ma come diavolo si fa a "costuire una voce"? Con mattoni e cemento?
Sinceramente, e non per fare il saccente o il solone, ma questa frase cosa significa?
Noi possediamo una voce con cui ci rapportiamo grossomodo fin dalla nascita. A un certo punto alcune persone avvertono il desiderio di cantare, e lo fanno. Alcune di queste si sentono attratte dal canto operistico, qualcuno prova e magari riesce anche a fare qualcosa di buono, ma la maggior parte si scontra contro un muro! La voce risulta povera, sforzata, gridata, non sale, non esprime niente e mille altri problemi. Per cui si va da un insegnante (o da molti...). E, per restare in tema, facciamo che troviamo un insegnante che dice: "la voce si costruisce". Che fa? Ti insegna una certa tecnica respiratoria, ti fa fare vocalizzi consigliandoti una certa postura, ti darà consigli su come atteggiare gli apparati interni (apri la gola, alza il velopendulo, premi sul diaframma, ecc. ecc.), ti dirà come modificare la pronuncia, come mettere la bocca, la lingua, .... dopodiché?
Cioè, al di là di queste metodiche (orribili), mi pare difficile poter fare altro (di peggio). E cosa ci sarebbe di "costruito" in tutto ciò? La voce è quello che è. Si può modificare in senso timbrico, può diventare più intensa, più chiara o scura, più dolce o più aspra... insomma, può essere modificata nel carattere e nelle componenti espressive, il che dipende dal PENSIERO. Tutti modificano la propria voce senza neanche accorgersene ogni qualvolta le condizioni lo determinano. Quando ci arrabbiamo con qualcuno, cambiamo voce, quando pronunciamo parole amorose, anche, quando vogliamo imporre la nostra volontà, quando raccontiamo bugie, quando vogliamo imitare qualcuno per scherzo, quando siamo preoccupati, quando proviamo dolore, ecc. ecc. ecc. Cioè la voce è tutt'uno con la nostra vita e si modella per seguire la comunicazione.
Nelle attività teatrali, come la prosa e il canto, ci si ritrova a dover simulare quei caratteri, solo che farlo senza provare spontaneamente quei sentimenti, è incredibilmente difficile. Infatti gli attori devono studiare a lungo. Poi c'è chi ci riesce abbastanza facilmente, ma la questione è che non c'è niente da costruire. Si devono provare quelle sensazioni che fanno scaturire naturalmente quel certo tipo di voce. Ma i cosiddetti insegnanti di canto (di un certo tipo), ritengono che facendoti muovere e modificare i tuoi apparati interni, che sicuramente provocano anche delle modifiche dei caratteri vocali, si "costruisca" la voce, mentre è solo una modifica esteriore, superficiale, che non provoca niente alla radice.
La voce è fiato che diventa tale per il contributo delle corde vocali. Ma non solo. Il fiato è una corrente d'aria che "investe" la laringe in base a forze spontanee oppure volontarie. Più siamo tranquilli, più quella corrente d'aria sarà fluida e libera, più siamo tesi, arrabbiati, nervosi, più la corrente sarà impetuosa, premuta, forzata. In questo caso non investirà semplicemente le corde vocali in un atteggiamento rilassato, ma anche altre parti muscolari della laringe, provocando RUMORI. Solo le c.v. provocano suoni, cioè vibrazioni regolari. Purtroppo, l'orecchio umano è andato molto decadendo nell'ultimo secolo, per varie questioni che non starò a esaminare qui ora. Fatto sta che siamo arrivati a considerare che un po' di rumori insieme ai suoni siano "voce lirica" o timbro lirico. E che questo orribile risultato lo si costruisca mediante manovre glottiche. Cioè che la voce non sia solo fiato sonoro o "rumoreggiante" ma produca i suoi effetti direttamente con parti anatomiche. Per dirla in un altro modo, che ciò che non ci sembra di poter fare naturalmente, come ad esempio un acuto, oppure un suono di particolare intensità, si possa ottenere muovendo e interessando in modo fisicamente rilevante parti anatomiche interne. Per quanto si possa violentare il nostro corpo, la voce si otterrà sempre e solo col fiato, e che se non ci riusciamo, è perché il nostro corpo non ce lo consente, ma col tempo lo si può "convincere". Più si riuscirà a EVITARE di coinvolgere parti anatomiche che non c'entrano nulla con la voce, e quindi qualunque parte che non siano le corde vocali, più la voce risulterà PURA, cioè scevra da RUMORI. I cantanti di un tempo, che presunti competenti dileggiano, erano voci perlopiù pure, piacevoli, scorrevoli, libere. Magari nelle incisioni si abbandonavano a "interpretazioni" alquanto discutibili, e possono essere anche censurabili, ma esaminiamo la VOCE! Che non è spinta, non è pesante, non è gonfiata. E, soprattutto, NON E' COSTRUITA, che è un termine assolutamente inventato e impraticabile!
Con le orchestre di oggi, che suono solo forte per non dire che fanno un enorme baccano, ad intonazione crescentissima (i pianoforti dei teatri sono accordati almeno a 442), e sono massicciamente amplificate con riporti assordanti... chi non possiede per propria natura una voce molto forte, come può cantare la lirica? (fn)
RispondiElimina*che suonano
RispondiEliminaIl problema del La a 440 è reale e scottante, i risultati li vediamo anche nella musica leggera, dove non sentiamo un solo cantante maschio con voce calda, come una volta, e sentiamo raramente cantanti donne andare in voce di testa, anche se ormai sono quasi tutti soprani. Il problema però non credo sia solo quello: è successo qualcosa alla nostra società, io credo sia il problema del microfono e della musica registrata; la cosa è evidente in chiesa, dove spazi che un tempo sarebbero sembrati piccolissimi, adesso sembrano distanze insormontabili, alle recite scolastiche, appena i bambini iniziano a recitare, immediatamente gli adulti si affrettano ad avvicinare i microfoni, come se non fosse possibile far uscire un suono udibile da quei piccoli corpicini (che sono in grado di tirare fuori suoni poderosi quando vogliono). Persino gli attori di teatro sembrano ormai una specie in estinzione, quando gli attori da fiction registrano attaccati al microfono con dizione pessima ed emissione sussurrata. Non parliamo poi di dover cantare in un coro, dove le voci femminili, strizzate in un falsettino inudibile e puramente di testa già su note centrali, devono cantare in registri che non sono più in uso nella vita quotidiana mentre le voci maschili sono castrate dal direttore che per non sbilanciare gli equilibri sonori richiede anche a loro un'emissione sussurrata che negli acuti perde ogni timbro. Viviamo negli appartamenti dove il minimo aumento di volume viola la privacy dei vicini, l'inquinamento acustico ci costringe a chiudere le nostre voci sempre più all'interno e l'aria è così inquinata che un respiro profondo corrisponde più a un'autolesionismo che a un sollievo
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