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lunedì, luglio 13, 2026

L'esigenza respiratoria

 L'uomo non può sprecare energie. L'energia è fondamentale per la vita, quindi è necessario che ogni azione dell'uomo sia tarata al minimo consumo e ogni componente corporale sia regolato per funzionare senza sprechi. Per questo motivo, ogni volta che intendiamo elevare qualche nostra prestazione, abbiamo la necessità di impostare un periodo di rieducazione che ci metta nella condizione di sostenere questo nuovo momento. Se dopo un certo tempo questa prestazione viene a cessare, il corpo tornerà alle condizioni iniziali. Ciò su cui dobbiamo concentrare la nostra attenzione è l'ESIGENZA: Si ritiene comunemente che sia l'allenamento fisico, meccanico, e produrre uno sviluppo, ma non è una osservazione del tutto corretta. Se osserviamo un musicista, un pianista, un clarinettista, un trombettista, ecc., oppure anche una dattilografa, noteremo che per la loro attività devono allenare molto intensamente le dita. Eppure anche dopo molti anni, le dita di queste persone restano assolutamente uguali. Guardandole nessuno potrebbe sospettare la loro professione. Quindi non è di per sé l'allenamento a produrre il sensibile cambiamento dei loro muscoli, ma il tipo di esigenza che lo produce. 

Tutto il nostro corpo e tutte le attività possibili sono destinatarie di sviluppo, anche di evoluzione. Qual è la differenza tra le due cose? Lo sviluppo è una intensificazione temporanea del funzionamento e delle dimensioni di un organo anche indipendentemente dal funzionamento, cioè estetico. L'evoluzione è un passaggio definitivo a un nuovo stato di funzionamento di un organo o apparato (l'evoluzione però è quasi impossibile da ottenere nel corso di una vita, necessita di una esigenza più che straordinaria, il che è al limite dell'impossibile, ma non del tutto). 

Che sia sviluppo o evoluzione, non è la volontà attiva del soggetto a determinare il cambiamento, ma le condizioni potenziali insite nell'organo o apparato a determinarlo e questo anche in funzione della precisa esigenza motivante. Se utilizzassimo uno o più dita della mano per spostare dei pesi (situazione piuttosto inusuale, ma non per questo impossibile) i muscoli presenti inizierebbero a crescere e a irrobustirsi per consentirlo e la nostra mano subirebbe una modificazione molto evidente. Suonare, viceversa, non necessita di uno sviluppo muscolare significativo, e infatti questo non avviene. 

La laringe è un organo molto complesso, formato soprattutto da cartilagini, ma anche da molti muscoli di piccole dimensioni, ma non per questo poco significativi. Sappiamo che le corde vocali sono fasci muscolari, anche il diaframma lo è. Allora molti teorici della didattica vocale ritengono che occorra fare esercizi per irrobustire questi muscoli. C'è un video in cui Mario del Monaco dice che deve impiegare molto tempo per irrobustire i muscoli della propria gola. C'è da chiedersi: perché? Qual è il lavoro che devono sostenere i vari muscoli tali per cui devono svilupparsi in senso meccanico e dimensionale? In realtà nessuno sarebbe necessario, perché l'unica forza presente è quella del fiato che mette in vibrazione le corde vocali, che è estremamente modesta. Però possono presentarsi delle situazioni che, invece, ne richiedono un irrobustimento. Se si crea volontariamente un ostacolo a livello glottico con i muscoli faringei, l'aria fa fatica a vincerne la resistenza, per cui si irrobustiranno sia quelli respiratori che quelli glottici per contrastare la pressione dell'aria. Si crea una opposizione interna tra la pressione del fiato e i muscoli laringei, ben poco salutare, ma possibile, che potrebbe sfociare in patologie. Peraltro il nostro corpo ha delle possibilità incredibili di resistenza per cui può superare anche forze ritenute incredibili.

Ma veniamo al vero argomento che mi proponevo di affrontare: il fiato. 

Anche il fiato, ovvero, più correttamente, l'apparato respiratorio possiede tutte le potenzialità per svilupparsi in vari sensi. Uno è lo sviluppo meccanico, cioè uno sviluppo dell'apparato muscolare di supporto ai polmoni (in particolare il diaframma) che ne determinano un irrobustimento significativo. Quale può essere l'esigenza che ne determina tale sviluppo? Immagiiamo una persona che soffia con grande forza in un contenitore. Mi viene in mente la trasmissione sui Records, dove dei "matti" soffiano in borse dell'acqua calda di gomma fino a farle scoppiare. Dal punto di vista della salute è una vera follia perché è una forzatura straordinaria che difficilmente non potrà causare qualche danno. In ogni modo è possibile. Nel mondo del canto non sono pochi a pensare che sia necessario allenarsi a sostenere delle pressioni elevate per cantare a livello professionale. Su questo dobbiamo fare un po' di chiarezza.

Una persona in buona salute, che ha una vita serena e "tonica", cioè svolge attività fisica regolare senza problemi, anche senza un impegno di rilievo, non ha bisogno di niente. Può succedere, invece, che ci siano persone atone, cioè con una respirazione piuttosto debole, che fanno fatica a sostenere accettabilmente una frase cantata, anche dal punto di vista dell'intonazione. La possibilità di sviluppo è possibile anche semplicamente con una buona disciplina vocale, ma richiede molto tempo (sempre che non ci sia qualche patologia respiratoria), quindi che vi sia un vero impedimento allo studio del canto a livello professionalizzante. E' possibile migliorare le condizioni di tonicità della respirazione nel canto con ausilii esterni? Sì, ma con cautele. Bisogna che l'apparato comprenda che non vogliamo creare un culturista della respirazione. Per questo possiamo fare a una sana attività fisica con un po' più di impegno, tipo corsa leggera, camminate un po' più lunghe del solito, nuoto, anche palestra ma senza eccessi. Una attività molto semplice che si può fare spesso è soffiare in una cannuccia immersa in un liquido per qualche minuto. 

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