Mi sono imbattuto casualmente in un filmato dove una nota cantante, molto presente su internet, intende spiegare l'appoggio. Citando, non so quanto opportunamente, Gigli, spiega esemplificando che è come quando si gonfia un palloncino. Appena si inizia, anzi, soprattutto quando si inizia, si avverte una certa pressione a livello di muscoli addominali. Secondo lei - e non solo lei - questo sarebbe l'appoggio. Sbagliato.
Due semplici osservazioni: 1) gonfiando il palloncino si utilizza esclusivamente fiato espiratorio, quindi le corde vocali sono aperte, non entrano in vibrazione; 2) e questa è la cosa più importante, il palloncino oppone una notevole resistenza. E' evidente che si genera uno sforzo, quindi ciò che avvertiamo a livello addominale, non è affatto appoggio, ma una REAZIONE, cioè il diaframma, investito da una pressione, genera a sua volta una contropressione per vincere la resistenza del palloncino che si vuole gonfiare.
Che relazione c'è tra questa situazione a la vocalità? NESSUNA.
Nel canto, se resistenza c'è, si crea a livello laringeo, con le corde vocali addotte.Ma questa resistenza sappiamo essere quasi inesistente, a meno che non vi siano altre contrazioni.La voce che scorre fluidamente fuori della bocca, come nel sospiro, nel soffio, nell'alito, non presenta resistenze di rilievo.
Ma perché coloro che vogliono spiegare i fenomeni non riflettono?
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